La Forma Yahweh

Perché si ritiene che la forma Yahweh sia la più corretta?

Gli studiosi ritengono che la forma Yahweh sia la più corretta perché si basa sulle trascrizioni greche Iàoue e Iabè, che si trovano negli antichi autori cristiani come Clemente di Alessandria e Teodoreto di Ciro (“Enciclopedia della Bibbia“, vol. 6° pag. 1270, 1271). Questi autori affermano di riportare la pronuncia del tetragramma usata dai Samaritani.

Da notare che i Samaritani erano ritenuti eretici dai Giudei perché non rispettavano l’usanza di non pronunciare il nome di Dio.

Inoltre Esodo 3 mette in relazione il nome di Dio con il verbo essere (Io Sono), in ebraico hajah, arcaico hawah (cfr. “Grande Enciclopedia De Agostini“, vol. 22, pag. 516, alla voce Yahweh). Per assonanza la forma Yahweh si avvicina molto al verbo essere hawah.


Ma il termine “allelulia” contiene il nome di Dio: Geova.

Il termine “alleulia” si traduce in “lodate jah“, dove jah è la forma abbreviata del nome di Dio che per assonanza richiama il nome Yahweh e non Jeova.

La forma abbreviata Yah si trova nel Salmo 68,4: “Yah è il suo nome“.

Quali fossero le vocali originali ebraiche è stato argomento di accese discussioni, ma generalmente si ritiene che fossero a ed e, e la parola quindi deve pronunciarsi Javhè. Abbiamo la prova che nei primi secoli del cristianesimo questa era la pronuncia presso i Samaritani ed altri circoli Ebrei che non condividevano gli scrupoli eccessivi nel pronunciare il nome di Dio. Una prova ulteriore si trova nell’Antico Testamento, dove il nome di Dio ricorre nelle forme abbreviate Yahu e Yah” (“Rotoli e pergamene… così nacque la Bibbia“, Frederik Fyvie Bruce, pag. 114).

E la forma abbreviata Yah è riportata nella stessa traduzione in uso dagli stessi Testimoni di Geova (clicca qui per visualizzare l’originale).

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