Libri Mancanti

Nella Bibbia dei Testimoni di Geova vi sono 66 libri, mentre in quella cattolica 73. Perché?

La Bibbia cattolica è formata da 73 libri, 46 dell’Antico Testamento e 27 del Nuovo Testamento.

Nella Bibbia dei Testimoni di Geova i libri sono 66, 39 dell’Antico Testamento e 27 del Nuovo Testamento.

Vi è, quindi, una differenza tra le Bibbie relativa al numero di libri, uno dei motivi per cui è da escludere che la Bibbia dei Testimoni di Geova sia uguale a quella cattolica.


Quali libri mancano nella Bibbia dei Testimoni di Geova?

Nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre scritture mancano i libri deuterocanonici: Tobia, Giuditta, Sapienza, Ecclesiastico (o Siracide), I e II Maccabei, Baruc + Lettera di Geremia.


 Perché questi 7 libri si chiamano deuterocanonici?

La parola deuterocanonici deriva dal greco dèuteros (= secondo) + kanon (= canone, norma, regola) e indica che i 7 libri sono stati riconosciuti ispirati dalla Chiesa Cattolica in un secondo momento rispetto agli altri libri.

Su questi libri, infatti, vi furono dei dubbi circa la loro ispirazione, ma successivamente si ebbero le prove sulla loro ispirazione e furono inseriti nel canone o regola della fede nel IV secolo d.C..

I libri deuterocanonici erano assenti nel canone ebraico breve, ma erano inclusi nella traduzione greca della Settanta, tradotta dal canone ebraico lungo che li conteneva, come ricorda l’Encicolpedia Treccani:

La versione dei LXX (Settanta), diffusa tra tutti i Giudei del mondo greco-romano, fu in mano ai banditori del Vangelo un efficace strumento di conquista, prima fra i Giudei stessi, poi anche fra i pagani. La Bibbia dei Settanta fu l’alleata del Vangelo“.

Se l’intera chiesa ai tempi degli Apostoli ha fatto, dunque, uso della traduzione della Settanta che conteneva i libri deuterocanonici, è segno evidente che questi libri erano ritenuti dagli Apostoli ed Evangelisti come ispirati, cioè come Parola di Dio.


I testimoni di Geova dicono che questi 7 libri sono apocrifi, cioè non ispirati da Dio. Nel Nuovo Testamento, infatti, non vi sono rifeimenti a questi libri.

Sopra è stato spiegato per quale motivo la Chiesa cattolica li ha ritenuti ispirati.

Non è corretto affermare che nel Nuovo Testamento non si faccia riferimento ai libri deuterocanonici ed inoltre è da notare che non vengono mai citati neppure i libri di Esdra, Neemia, Ester, Cantico dei Cantici ed Ecclesiaste (clicca per verificare).

Da rilevare una cosa, però: i Testimoni di Geova ammettono che nella loro Bibbia mancano 7 libri. Come è possibile, dunque, che affermino che la loro Bibbia è uguale a quella cattolica?

2 Commenti

  1. Salve, sito interessante che offre documenti utili a mostrare le falsità insegnate dai testimoni della Torre di Guardia. Solo che, obiettivamente, qui non hanno torto. Sostenere che i deuterocanonici (o apocrifi, cioè nascosti), avrebbero fatto parte del Canone originale ebraico delle Sacre Scritture, è falso. Ricordo all’autore di questo scritto che gli Ebrei erano gli UNICI CUSTODI del Canone veterotestamentario e come tali vegliavano affinché scritti spurii non fossero introdotti, inficiando in tal modo la sacralità dei sacri Oracoli di Dio. Infatti, leggiamo per esempio in Malachia 1:1 “Oracolo, parola dell’Eterno, rivolta a Israele per mezzo di Malachia.” Il fatto che Dio affidi le Sue parole a Israele lo troviamo confermato per esempio anche in Geremia 30:2 “«Così parla il SIGNORE, Dio d’Israele: “Scrivi in un libro tutte le parole che ti ho dette…”. Lo stesso San Paolo conferma che gli Oracoli di Dio (le Parole di Dio) furono dati a Israele e che ESSI ebbero il compito di preservarli: “Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? O qual è la utilità della circoncisione? Grande per ogni maniera; prima di tutto, perché a loro furono affidati gli oracoli di Dio.” Romani 3:1-2, (Versione Luzzi). “Qual è dunque la superiorità del Giudeo? O quale l’utilità della circoncisione? Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le rivelazioni di Dio.” (Versione CEI). La conferma di quanto appena detto la troviamo nel sito portavoce delle dottrine della chiesa romana, vatican.va “La Chiesa cattolica annovera 46 libri nel suo canone dell’Antico Testamento, 39 protocanonici e 7 deuterocanonici, così chiamati perché i primi furono accettati nel canone senza grande discussione o senza alcuna discussione, mentre i secondi (Siracide, Baruc, Tobia, Giuditta, Sapienza, 1 e 2 Maccabei e alcune parti di Ester e di Daniele) furono accettati definitivamente solo dopo vari secoli di esitazione (da parte di alcuni padri della Chiesa come pure di Girolamo); le Chiese della Riforma li chiamano « apocrifi ».” Quindi, affermare che “l’intera chiesa ai tempi degli Apostoli ha fatto, dunque, uso della traduzione della Settanta che conteneva i libri deuterocanonici” è falso e destituito di fondamento storico, in quanto smentito e contraddetto da quanto afferma la curia romana. Tanto che lo stesso Girolamo (IV secolo), più vicino al tempo in cui furono composti, e che per primo compilò la cosiddetta Vulgata (che ancora oggi influenza le versioni della Bibbie cattoliche), dovendo operare un censimento critico degli Scritti Sacri da includere nella sua Bibbia, non li considerò come Libri ispirati al pari delle altre Sacre Scritture. Comprendo il desiderio di volere giustificare a tutti i costi e forse per partito preso, una palese aggiunta, ma non possiamo falsificare la Storia. Piuttosto dovremmo stare attenti ad aggiungere altri scritti alla Parola di Dio, poichè Iddio si rivela nella Sua Parola, il che significa snaturare la Sua identità e mostrarsi bugiardi rispetto alle Parole che Egli ha pronunciato e affinato col fuoco. Sta scritto nei Proverbi di Salomone, al capitolo 30, ai versi 5 e 6 “Ogni parola di Dio è affinata col fuoco. Egli è uno scudo per chi confida in lui. Non aggiunger nulla alle sue parole, ch’egli non t’abbia a riprendere, e tu non sia trovato bugiardo.”. Ma poiché l’Autore delle Sacre Scritture è UNO, cioè lo Spirito Santo, troviamo ancora l’eco di questo solenne ammonimento nell’ultimo Libro della Sacra Bibbia, sta anche scritto in Apocalisse 22, ai versi 18 e 19 “Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.” Queste veraci Parole di Dio dovrebbero farci tremare nel tentare ad aggiungere altri scritti al Canone Ebraico e apostolico.

    Che Dio ti llumini e ti guidi.

    • Caro Antonello, grazie del commento.

      Credo che questa pagina spieghi sufficientemente perché i deuterocanonici non siano apocrifi e, pertanto, ritengo di non dovermi dilungare.

      Non è affatto falso affermare che i primi cristiani facessero uso della LXX, poiché viene citato anche dall’Enciclopedia Treccani ed inoltre il Nuovo Testamento è ricco di citazioni di tali libri. GLi stessi Ebrei hanno utilizzato la LXX fino al I secolo dopo Cristo per poi abbandonarla proprio perché utilizzata dalla Chiesa primitiva, ma rimase in uso agli Ebrei della diaspora: Filone la definì il vero testo. Si veda a tal proposito “Gesù Cristo e il Cristianesimo” di Piero Marinetti.

      Clemente Romano, Ignazio, Policarpo, Ireneo, Giustino martire, Clemente alessandrino, Tertulliano, Cipriano, Agostino e Giovanni Crisostomo, inoltre, li citano come testi ispirati. Si veda Agostino, La dottrina cristiana, II, 8, 13.

      La Vulgata, infine, fu redatta da Girolamo utilizzando sia il canone ebraico, sia la LXX e contiene i sette libri deuterocanonici. Si veda “Le Sacre Scritture di Gerusalemme Bibbia Multimediale”, CEI.

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