Il Vero Nome di Dio

Come si chiama Dio?

E’ la classica domanda che viene posta da un Testimone di Geova.

Normalmente in molti rispondono che Dio si chiama Signore o semplicemente Dio. In alcuni casi rispondono che si chiama Gesù.


Infatti, ho risposto proprio così. Ma mi hanno detto che Dio ha un nome proprio: GEOVA. Viene ribadito anche sui loro testi.

Geova è un nome che non esiste. E’ nato per un errore di interpretazione dei testi antichi. Secondo gli studiosi la forma più corretta del nome di Dio è Yaweh.

Tutto ciò è a conoscenza anche degli stessi Testimoni di Geova. Hanno scritto infatti:

E’ quasi certo che il Nome di Dio fosse originariamente pronunciato Yahweh” (Torre di Guardia del 01/02/1961, pag. 95).

Mentre siamo inclini a considerare la pronuncia Yahweh come la più corretta, abbiamo ritenuto la forma ‘Jehovah’ perché è conosciuta dal popolo sin dal 14° secolo. Inoltre essa preserva ugualmente, con le altre forme, le quattro lettere del tetragramma ‘JHWH’(“The Kingdom Interlinear Translation of the Greek Scriptures, pag. 23, 1969).

E citando la Stele moabita, un’iscrizione del IX secolo a.C, che narra le vittorie del re Mesha su “Omri re di Israele”, scrivono:

Molte località che Mesa elenca dicendo di averle catturate sono menzionate nella Bibbia, ad esempio Medeba, Atarot, Nebo e Iaaz. Pertanto, la stele conferma l’accuratezza della narrazione biblica. La cosa più notevole, comunque, è che nella 18a riga di questo documento Mesa fa uso del Tetragramma, YHWH, il nome dell’Iddio d’Israele. Lì Mesa si vanta: ‘Portai via di là [da Nebo] i [vasi] di Yahweh, e li trascinai davanti a Chemos’. Questo è probabilmente il più antico documento extrabiblico che usa il nome divino” (“Torre di Guardia” del 15/04/1990, pag. 31, versione inglese). La versione in italiano è riportata qui.

Da notare che la Stele riporta il tetragramma, non Yahweh, ma i Testimoni di Geova trascrivono il tetragramma in Yahweh.


Su uno dei loro testi ho visto la foto dell’altare di una chiesa cattolica e c’era scritto JEOVA. Quindi hanno ragione quando dicono/scrivono che anche per i cattolici il nome di Dio è GEOVA.

La foto che spesso mostrano riproduce l’altare della chiesa di Vezzo (Verbania). Effettivamente ai piedi dell’altare è riportata la scritta JEOVA che è possibile trovare anche in altre chiese, come la chiesa di San Lorenzo, in Fornio (Parma).

In queste chiese è riportata la scritta JEOVA perché sono state costruite al tempo in cui anche i cattolici credevano che “Geova” fosse la trascrizione esatta del tetragramma, vale a dire tra il secolo XVI e XIX.

In tutte le chiese costruite a partire dalla metà del XX secolo la scritta JEOVA non appare più, perché l’errore circa la trascrizione del tetragramma è noto ormai a tutti gli studiosi.

Per i dettagli sull’errore della trascrizione accedi a questa pagina.

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2 Commenti

  1. Salve! A parte che sarebbe utile sapere il suo nome.

    Ci sono studiosi moderni, non tdG, che con dovizie di particolari affermano che il nome di Dio è Geova (inglese Jehovah, ebraico Yehowah).

    Basti consultare il libro dal titolo: Chi pranzò con Abramo di Asher Intrater e anche Nehemia Gordon sul suo canale personale di youtube. Umberto Eco disse chiaramente che il nome di Dio in italiano è Geova.

    Aggrapparsi a vecchie pubblicazioni dei tdG non le fa onore. Quello era ciò che si riteneva giusto all’epoca.

    Saluti

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    • Salve Luca,

      grazie per aver commentato.

      Sarebbe utile conoscere i nomi dei traduttori della Bibbia dei Testimoni di Geova, oppure degli autori delle pubblicazioni della Societa Torre di Guardia, ma non è dato sapere…

      Il mio nome è Giuseppe, non sono uno studioso e nel sito riporto solo ciò che rilevo da fonti che cito puntualmente.

      Non ho, pertanto, la stessa reponsabilità di chi invece ha deciso di tradurre la Bibbia o di scrivere pubblicazioni senza dare modo di conoscerne l’autorevolezza. Ma questo è un altro discorso…

      Veniamo al punto del Suo commento.

      Nel libro “Chi pranzò con Abramo” Asher Intrater scrive:

      Aggiungendo le vocali “e”, “o”, “a” alle consonanti YHVH, si ottiene il nome YeHoVaH. In questa struttura verbale, la “e” (sh’va) indica il tempo versale futuro, la “o” (holom) il presente e la “a” (patach) il passato, dando al nome YeHoVaH il significato di “Egli sarà, Egli è, Egli era”: in altre parole, l’Eterno”.

      L’autore sta riportando, pertanto, ciò che hanno fatto i Masoreti quando si sono trovati di fronte al tetragramma ed hanno dovuto inserire le vocali che hanno ritenuto più appropriate. Ho già riportato che gli studiosi, in base a ricerche e scoperte fatte nel XX secolo hanno ritenuto impropria questa vocalizzazione.

      Analogamente fa Nehemia Gordon sul suo canale YouTube. Nulla di nuovo sotto il sole. Faccio solo notare che in un altro Suo commento mi accusa di riportare cose da Wikipedia, che non è vero, mentre a sostegno delle Sue tesi cita un canale YouTube…

      Relativamente a Umberto Eco, evidentemente Lei si riferisce alla frase “… i dizionari registrano Geova come la italianizzazione corrente di Yahweh”. Bene rileviamo due cose: la prima è che lo scrittore parli di italianizzazione del nome di Dio affermando che nella lingua di origine sia Yahweh e non Yehowah; la seconda è che parli di italianizzazione di un nome. Ho già spiegato che Geova sarebbe l’italianizzazione di Yehowah, pronuncia ritenuta non corretta da studiosi accreditati. Sarebbe utile, però, conoscere i dizionari che riportanto ciò.

      Una cosa, infine, non mi è chiara dal Suo commento: quali sarebbero le pubblicazioni moderne che affermerebbero chiaramente che la pronunica Yahweh non è da ritenersi corretta?

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